contattaci allo 085 906 1462 o segreteria@studiomililli.it

Modifiche all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori: i licenziamenti dopo il Jobs Act

Modifiche all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori: i licenziamenti dopo il Jobs Act
DSC_0627 low

Lo schema di decreto legislativo emanato dal Governo il 24 dicembre 2014, in attuazione della legge delega n. 183 del 10 dicembre 2014, ha stabilito la nuova dsciplina relativa ai licenziamenti illegittimi, modificando in maniera rilevante l’art. 18 della Legge 300/1970 nonché la recente Legge 92/2012 (Legge Fornero).

La nuova disciplina prevede che in tutti i casi in cui il Giudice accerterà l’insussistenza della giusta causa o del giustificato motivo del licenziamento dovrà provvedere alla dichiarazione di estinzione del rapporto, condannando il datore di lavoro al risarcimento del danno in favore del lavoratore  nella misura pari a due mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro mensilità. Il lavoratore non potrà più usufruire della così detta “tutela reale” grazie alla quale veniva garantita la sua reintegrazione nel posto di lavoro precedentemente occupato, ma avrà esclusivamente diritto ad una indennità risarcitoria: con la nuova riforma la misura del risarcimento diventa un dato certo, ancorato all’anzianità di servizio del lavoratore licenziato e non più rimesso alla discrezionalità del Giudice.

Gli unici casi nei quali rimane applicabile la reintegrazione nel posto di lavoro sono il licenziamento disciplinare fondato su un fatto di cui sia provata l’inesistenza materiale, il licenziamento discriminatorio ed il licenziamento intimato in forma orale. Per questi tipi di licenziamento oltre alla reintegra (convertibile con una indennità pari a 15 mensilità retributive), verrà riconosciuto il diritto al risarcimento del danno.

Le impugnative dei licenziamenti seguiranno non più il “rito Fornero” (che garantiva tempi più brevi), bensì l’ordinario rito previsto per le altre cause in materia di lavoro.

Le nuove regole sui licenziamenti si applicheranno a tutti i rapporti instaurati successivamente all’entrata in vigore della riforma, mentre per tutti gli altri si applicheranno le regole precedenti. Ciò determinerà delle evidenti diseguaglianze di trattamento tra lavoratori che, nella medesima situazione, usufruiranno di tutele differenti a seconda se il rapporto di lavoro sarà iniziato prima o dopo l’entrata in vigore della riforma.